La differenza tra materiale microfuso e forgiato
Il procedimento di lavorazione dell’acciaio influisce sulle caratteristiche finali dei semilavorati, e quindi anche della raccorderia inox. Nella fusione il metallo è riscaldato fino allo stato liquido, durante il quale viene versato in uno stampo apposito, per ottenere la forma desiderata. In seguito, si procede al suo raffreddamento in tempi rapidissimi.
Ciò, da un lato, ha il vantaggio di consentire una produzione più veloce ed efficiente ma, dall’altro, comporta una minore resistenza a urti e taglio. Le fibre, infatti, nel processo non riescono ad allinearsi perfettamente con la matrice.
Nella forgiatura, invece, la pressione meccanica viene esercitata a una temperatura solo prossima al punto di fusione, in cui il materiale risulta plastico e malleabile, pur rimanendo allo stato semisolido. Ciò garantisce una ricristallizzazione che assicura uniformità di composizione e struttura: il risultato sono componenti inox estremamente affidabili, resistenti e duraturi nel tempo.
Le certificazioni della raccorderia inox: quali servono
L’utilizzo dell’acciaio inossidabile in settori “critici” quali quello alimentare e farmaceutico ha favorito la nascita di normative che impongono di attestare la conformità del materiale. In particolare, la EN 10204 identifica la tipologia i documenti di controllo indispensabili per la fornitura di prodotti metallici, prevedendo diversi stadi di certificazione:
- il certificato 2.1, fornito dal costruttore senza l’avallo di test di laboratorio;
- il 2.2, che si fonda su prove eseguite su un prodotto dello stesso genere, fabbricato col medesimo iter procedurale (non specific inspection);
- il 3.1, rilasciato da un addetto al controllo qualità interno all’azienda, che analizza campioni della stessa colata e dello stesso lotto (specific inspection);
- il 3.2, che viene fornito da un ente di controllo indipendente.
Raccorderia inox nel settore alimentare
Per tutelare la sicurezza e la salute dei cittadini, il decreto 12 dicembre 2007, n.269 vieta espressamente la commercializzazione e l’utilizzo di alcuni materiali, considerati inadatti a venire a contatto con gli alimenti e con le bevande destinate al consumo umano. Tra questi, si ricordano:
- il piombo, i rivestimenti in piombo o le leghe che lo contengono per oltre il 10%
- lo zinco
- lo stagno.
L’acciaio inossidabile, invece, grazie alle straordinarie proprietà che lo contraddistinguono, è un materiale non solo ammesso ma comunemente usato in tutta l’industria alimentare. Ecco spiegato il successo della raccorderia inox, che assicura plus come:
- la resistenza alla corrosione provocata dalle sostanze acide;
- il mantenimento dei sapori e della colorazione delle vivande, che non vengono contaminate e rimangono del tutto inalterate;
- la facilità di pulizia, garanzia di igiene durante la fase di trasformazione e produzione;
- l’affidabilità e la durevolezza nel tempo.
Meglio raccorderia inox in acciaio inox AISI 304 o acciaio inox AISI 316? Dipende dagli utilizzi
L’acciaio inox utilizzato nel comparto alimentare appartiene alla cosiddetta serie austenitica e si divide in due tipologie, AISI 304 (EN 1.4301) e AISI 316 (EN 1.4401).
Il primo, conosciuto soprattutto come “acciaio inox 18-10” e usato per la fabbricazione di pentole e posate, rappresenta il più comune tra gli acciai inossidabili e, oltre che per trasformare e conservare i cibi, si usa nell’industria chimico-farmaceutica, in quella tessile e nell’arredamento. A caratterizzarlo contribuiscono l’assenza di magnetismo, ottime caratteristiche meccaniche a basse temperature, la facilità di saldatura e un indice di inossidabilità compreso tra 18 e 22. Questi valori salgono invece a 25 e 28 nel caso dell’ AISI 316, nella cui composizione è stato addizionato il 2,5% di molibdeno, proprio per migliorare la resistenza alla corrosione. Questa particolarità lo rende perfetto per il settore alimentare, nel quale viene impiegato anche per produrre componenti per forni.
FAQ
Qual è la differenza tra i raccordi microfusi e i raccordi forgiati?
I raccordi forgiati sono considerati più affidabili, resistenti e durevoli rispetto ai raccordi microfusi. Questo è dovuto alla loro composizione e struttura uniformi, ottenute tramite pressione meccanica a temperature prossime alla fusione.
Quali sono i certificati per la raccorderia in acciaio inox?
Alcuni dei certificati per la raccorderia in acciaio inox, necessari specialmente in settori critici come quello alimentare e farmaceutico, sono:
- il certificato 2.1, fornito dal costruttore senza l’avallo di test di laboratorio;
- il 2.2, che si fonda su prove eseguite su un prodotto dello stesso genere, fabbricato col medesimo iter procedurale (non specific inspection);
- il 3.1, rilasciato da un addetto al controllo qualità interno all’azienda, che analizza campioni della stessa colata e dello stesso lotto (specific inspection);
- il 3.2, che viene fornito da un ente di controllo indipendente.
Perché l'acciaio inox è utilizzato nell’industria alimentare?
L’acciaio inox è utilizzato nell’industria alimentare per la sua resistenza alla corrosione, la capacità di preservare il gusto e il colore degli alimenti, la facilità di pulizia e la sua durata nel tempo.
Leggi il nostro focus: Acciaio inox nel settore alimentare.
Quali sono le differenze tra acciaio inox AISI 304 e acciaio inox AISI 316?
- Acciaio AISI 304: conosciuto anche come “acciaio inox 18-10”, rappresenta il più comune tra gli acciai inossidabili. Il suo indice di inossidabilità PREN (Pitting Resistance Equivalent Number), è compreso tra 18 e 22.
- Acciaio AISI 316: ha un indice di ossidabilità PREN (Pitting Resistance Equivalent Number), compreso tra 25 e 28. Differisce dall’AISI 304 in quanto nella sua composizione è stato addizionato il 2,5% di molibdeno, proprio per migliorare la resistenza alla corrosione da cloruri.
Approfondisci l’argomento leggendo il nostro articolo Acciaio inox AISI 304 vs inox AISI 316: una guida completa alle differenze.