Raccordo inox Garolla

Raccordo Garolla in acciaio inox

Praticità ed economicità

Il raccordo Garolla rappresenta la giuntura più utilizzata nel settore enologico. Il raccordo  è composto da:

  • due bocchettoni uguali con un’ estremità a saldare o mandrinare e una guarnizione per uso alimentare

  • un morsetto in acciaio, a sua volta formato da due semicerchi, collegati da un anello echiusi da un gambo filettato e da un dado a galletto.

Quest’ultimo si avvita agevolmente in modo manuale ed è proprio la facilità di montaggio esmontaggio, insieme al prezzo competitivo e alla longevità garantita dall’inox, a costituireuno dei plus più rivelanti di questo genere di collegamento.

D’altra parte, il raccordo Garolla non è igienizzabile e i limiti a livello di sanificazione lo rendono inadatto all’imbottigliamento finale, permettendo comunque di sfruttarlo per tutti gli altri passaggi del processo di vinificazione, nei quali collega i tubi tra loro e coi vari macchinari adibiti alla produzione.Solitamente, per aumentarne l’efficienza, il raccordo Garolla presenta la stessa sezione dellecondutture. Un diametro diverso, infatti, richiedendo riduttori e convertitori, può provocare turbolenze nel flusso, con conseguenti e dannose perdite di carico.

Evoluzione della raccorderia enologica

I primi raccordi  per il collegamento delle tubature risalgono addirittura all’Antica Roma.Tuttavia, a quel tempo, i raccordi simili a quelli attuali a maschio venivano utilizzati per ladistribuzione dell’acqua potabile.È solo nel Medioevo che nascono dei meccanismi dedicati appositamente al serraggio delle botti che, allora, si chiudevano tramite un semplice cavicchio tronco-conico, spinto energicamente nel foro di spina.

Ma il legno resta protagonista anche nell’Ottocento, quando ai popolari rubinetti in essenza si affiancano quelli più rari in bronzo.

Le cosiddette “spine” in metallo costituivano
strumenti costosi e pregiati che, grazie alla loro forma “a becco di clarino”, consentivano di
effettuare la spillatura sui vari recipienti, su cui venivano infilati e sfilati a seconda del
bisogno.  

Per vedere le prime valvole fisse, infatti, bisogna aspettare l’inizio del secolo seguente,
quando quelle a saracinesca con leva frontale, composte in bronzo fosforoso e ottone,
vengono innestate sui contenitori in legno e sulle vasche in cemento.

Ma la vera rivoluzione si ha negli anni Cinquanta, che si rivelano favolosi anche per il
settore enologico: nel periodo del boom economico a crescere è anche la capacità dei serbatoi e dei macchinari dedicati alla produzione del vino, che cominciano a richiedere valvole a maschio di dimensioni sempre maggiori.

Così, accanto a quelle con diametro variabile da 30 a 50 mm, corredate da un particolare attacco denominato “filetto enologico”,
nel corso del decennio iniziano ad affermarsi anche le nuove versioni di circonferenza più
elevata, denominate “morsetti” o raccordi Garolla.

Disponibili in svariate misure che partivano dai 30 per arrivare ai 100 e, più tardi, ai 120 e
150 mm, gli innovativi raccordi inauguravano una nuova era dell’enologia, che continua
ancora oggi.

Da allora, infatti, il raccordo  viene considerato fondamentale per svolgere le
operazioni di cantina in modo efficiente. E, dunque, viene scelta con attenzione, affidandosi a fornitori che ne garantiscano l’affidabilità, come la raccorderia Garolla Rizzato Inox

La storia dell’inventore

Il raccordo Garolla prende il nome dal suo geniale e prolifico creatore che, vissuto tra la
metà dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo, rivoluzionò il settore agricolo ed
enologico, sviluppandolo con radicali innovazioni.
Oltre a inventare il raccordo universale, infatti, Pietro Giuseppe Garolla ottimizzò diversi
strumenti come i cannoni antigrandine e i filtri e i misuratori di vini e mise a punto varie
attrezzature, tuttora indispensabili per la viticoltura. Tra le tante si ricordano:
– la pompa irroratrice a zaino
– la pigiadiraspatrice centrifuga, che vide la luce nel lontano 1887.