corrosione acciaio inox

Perche si formano le macchie di ruggine nell’acciaio inox ?

Contaminazione ferrosa: in cosa consiste ?

L’acciaio inox è un materiale altamente resistente ma, in caso di tagli, spruzzi di saldatura o altri contatti deleteri con acciai al carbonio, provocati dall’uso di attrezzi o da un errato stoccaggio, può essere intaccato dalla contaminazione ferrosa. In questa eventualità , la presenza di residui lo espone a due conseguenze negative:

  • Ne pregiudica l’aspetto, provocando antiestetiche macchie superficiali
  • Può innescare seri fenomeni corrosivi: in tali casi, lo strato poroso di ossido di ferro non riesce a evitare che l’ossidazione penetri nell’acciaio, finendo per corromperne la superficie ed esponendolo al rischio della ruggine.

Acciaio inossidabile: corrosione e ruggine

Nonostante la fama di indistruttibilità, la ruggine nell’acciaio inox non è poi così rara. Anche perché ad agevolarne la comparsa sono diversi fattori, come :

  • La localizzazione entro 5 km o, in determinate condizioni atmosferiche avverse caratterizzate da vento e umidità, entro 25 km dalla costa. L’aria salmastra carica di cloruri, infatti, può indurre la dissoluzione dello strato di passivazione .
  • La scelta di una lega inadatta all’ambiente di destinazione
  • Il mancato decapaggio effettuato in vasca , chimico elettrochimico, in grado di diminuirne consistentemente la rugosità.
  • L’impiego del mero Pitting Resistance Equivalent Number come unico criterio per la scelta di una determinata lega, a prescindere degli alliganti. Questi ultimi, infatti, hanno un ruolo determinante nel calcolo della resistenza alla corrosione, che può risultare diversa anche in acciai con identico PREN

Corrosione per vaiolatura (o pitting)

Tutti i metalli sono soggetti a corrosione che, quando è estremamente localizzata e puntiforme e caratterizzata da minuscoli crateri (o anodi) circondati da aloni scuri (o catodi), prende il nome di pitting. Si tratta di un fenomeno che può provocare la diminuzione di passività e che è particolarmente insidioso, perché

  • Può avanzare da 10 a 100 volte più rapidamente rispetto alla corrosione generale
  • Provoca perforazioni anche in caso di perdite minime di materiale.
  • Spesso gli alveoli sono invisibili a occhio nudo e non vengono rilevati

A innescare la vaiolatura contribuiscono:

  • La rugosità elevata con presenza di depositi superficiali
  • Le contaminazioni ferrose o non metalliche
  • La perdita localizzata di passività dovuta all’umidità in presenza di alogenuri
  • La rottura meccanica o chimica del rivestimento antiossidante provocata da un ambiente esterno aggressivo

Prevenire i fenomeni corrosivi

Appurato che la semplice dicitura inossidabile non è una garanzia, per scongiurare la ruggine dell’acciaio inox bisogna innanzitutto scegliere una lega con una concentrazione adeguata di inibitori. Così accade a esempio nel settore alimentare dove, nelle situazioni ambientali che richiedono una particolare resistenza al pitting, si utilizza abitualmente  l’l’AISI 316, caratterizzato, oltre che dal cromo, da una certa percentuale di molibdeno.

Consigli per la corretta manutenzione

Anche in caso di scelte giuste, comunque, l’acciaio inox  va trattato in modo corretto, evitando l’uso di:

  • Pagliette e spazzole in altri materiali o leghe come l’acciaio comune o l’alluminio. Quelle in acciaio inox, invece, sono ammesse, a patto di fare attenzione e impiegarle avendo cura di evitare i graffi
  • Acido muriatico o cloridrico e relativi vapori, che rischiano di corrodere irrimediabilmente la superficie
  • Candeggina
  • Detergenti per la pulizia dell’argento o polveri abrasive, deleterie in particolare per le finiture satinate.